Pubblicato il

Il Mantra Om

Simboleggia il triplice aspetto dell’Assoluto: Aum, Amen, Amin (Padre, Figlio e Spirito Santo – Brahma, Vishnu e Shiva). Viene esposto dalla maggior parte delle scuole Yoga come simbolo principale di Espressione Cosmica.

OM è il suono di tutti gli elementi (terra, acqua, fuoco, aria, etere), 
è il rombo del tuono, 
è il boato dei vulcani, 
è il sussurro del vento, 
è il rumore del mare, 
è il mormorio dei fiumi, 
è il canto degli uccelli, 
è la voce dell’uomo.
OM è l’immagine dei tre aspetti divini: Creazione, Conservazione e Trasformazione di ogni essere vivente.
OM racchiude in sè le tre Essenze Divine: Esistenza (Sat), Conoscenza (Cit) e Beatitudine (Ananda).
OM è la perfezione della Verità, della Saggezza, della Sapienza.
OM è la parola del Divino, del Maestro, del Guru. 
E’ il simbolo cosmico che racchiude l’Eternità nei suoi tre aspetti:il passato, il presente, il futuro.
OM rappresenta l’immanenza, la potenza, e la trascendenza del Divino, racchiuso e latente in tutte le cose esistenti nell’universo, siano esse cose grossolane o sottili, visibili o invisibili, organiche o inorganiche.
Questa è la sillaba OM e ripetendola giornalmente più volte favorisce gradualmente tutti questi aspetti.

Come si ripete l’OM?
OM è composto originariamente da tre suoni: la A, la U e la M.
OM è considerato il Mantra più alto, la parola magica per eccellenza, che libera da ogni sentimento egoistico, da ogni ostacolo, da ogni limitazione.
Il praticante si metta in una posizione seduta comoda con la spina dorsale verticale (Padmasana, etc.).
Effettui una profonda inspirazione. 
Apra la bocca per pronunciare la A, fissando la mene sul centro dell’emotività (ombelico).
Poi passi al suono U, portando la mente all’altezza del cuore e continui con la M prolungata, portando la coscienza sulla parte alta del capo.
Questa vibrazione energetica scuote e vivifica tutte le cellule dell’organismo, purificando e aprendo, a livelli sottili, tutte le Nadi dell’essere umano.
Può essere pronunciata sia a bassa voce, sia alta, sia mentalmente.
Essa è musica dello Spirito, che si eleva alle vette interiori più alte. 

(Dal libro “Yoga. Armonia, potenza, saggezza. Lo Yoga dei grandi maestri” di Giorgio Furlan)

Al nostro Bazar trovi il poster PRANAVA OM (dim. 80×56)
https://www.yogabazar.it/shop/poster-om/

Om Shanti Shanti Shanti

Pubblicato il Lascia un commento

Swami Sivananda

Sivananda

Swami Sivananda Saraswati

Swami Sivananda Sarasvati nacque nel 1887 in una grande e nobile famiglia del Sud dell’India; laureatosi in medicina, si dedicò alla professione in Malesia con grande successo. Nel 1924, attratto dal richiamo della ricerca spirituale, approdò a Rishikesh, alle pendici dell’Himalaya, dove nel 1932 fondò lo Sivananda Ashram e nel 1936 la Divine Life Society.
Scomparso nel 1963, ha lasciato più di 300 libri sullo Yoga, traducendo oltre alla Bhagavad Gita anche i Brahmasutra, il Bhagavatam, molte Upanishad e scrivendo moltissimi altri volumi su tutti gli aspetti pratici dello Yoga, del Vedanta e della Sadhana spirituale.
Swami Sivananda, uno dei più grandi maestri di Yoga del ventesimo secolo, è la figura che ha ispirato i Centri Sivananda Yoga Vedanta.
Nato nel 1887 a Pattamadai, Tamil Nadu, India del sud, Swami Sivananda, il cui nome allora era Kuppuswami, era un ragazzo brillante sia negli studi che nella ginnastica e mostrava già un’inclinazione naturale per le pratiche spirituali e religiose. I suoi genitori erano molto devoti al Signore Siva e Kuppuswami era ben lieto di unirsi a loro due volte al giorno per le funzioni (Puja) e per i Kirtan (canto dei Mantra).
Il suo spirito naturalmente disinteressato lo portò alla carriera di medico. Il suo stupefacente desiderio di imparare e la sua capacità di assimilare le materie di studio gli valsero il rispetto dei suoi professori che lo invitarono ad assistere ad interventi chirurgici già dal primo anno di studi universitari.
Il giovane Dr. Kuppuswami avvertì un’urgente necessità di recarsi in Malaysia, dove sentiva che c’era un gran bisogno di aiuto. In breve tempo gli fu conferito l’incarico di dirigere un ospedale. In questi anni il Dr. Kuppuswami si fece conoscere per essere sia un eccellente medico che un uomo di grande umanità. Spesso abbassava le sue tariffe per i pazienti più poveri e in varie occasioni fornì gratuitamente le medicine ai suoi pazienti più bisognosi.
Un giorno il Dr. Kuppuswami ebbe l’opportunità di curare un Sannyasin itinerante (monaco o persona che ha rinunciato ai beni terreni) che diede al dottore i primi rudimenti sullo Yoga e sul Vedanta. Da quel giorno in poi la sua vita cambiò e gradualmente il Dr. Kuppuswami divenne più introspettivo, non riusciva più a smettere di ragionare sulle grandi questioni della vita. Cominciava a sentire il bisogno di aiutare la gente ad un livello più profondo, non più limitandosi a curare il loro corpo fisico, ma aiutandoli a trovare una cura per tutte le sofferenze.
Il grande Sannyasin Swami Sivananda
Pieno di immenso desiderio di crescita spirituale e di illuminazione, Kuppuswami andò nell’India del nord alla ricerca del suo Guru. Dopo aver passato del tempo a Varanasi si spostò ancora più a nord, nell’Himalaya. Lì, nella città sacra di Rishikesh (che vuol dire “la sede dei saggi”), Kuppuswami trovò il suo Guru, che gli diede il Sannyas (il voto di rinuncia di un monaco). Dopo aver preso questi voti Swami Sivananda Saraswati, come sarebbe stato conosciuto da allora in poi, iniziò una Sadhana (pratica sprituale) molto intensa e Tapas (austerità) che proseguirono per circa dieci anni. Alla fine di quel periodo molti altri Sadhu si sentirono attratti da Swami Sivananda per la sua istruzione e per la sua ispirazione spirituale.
Swami Sivananda, il maestro del mondo
Da allora Swami Sivananda divenne uno dei più prolifici insegnanti di Yoga mai esistiti.
Sebbene abbia lasciato raramente la cittadina di Rishikesh (due soli tour dell’India e nessuna visita all’estero), l’insegnamento di Swami Sivananda si è diffuso rapidamente nell’intero pianeta. Scrisse personalmente – a mano, non c’erano i computer a quei tempi:-) – più di 200 libri su argomenti legati allo Yoga e alla filosofia. Scrisse in uno stile molto diretto, carico di energia dinamica e spirituale. In conseguenza di ciò, molti di coloro che avevano letto i suoi libri sentirono la loro vita profondamente toccata e trasformata, e cominciarono ad arrivare da tutta l’India, da tutto il mondo, per imparare direttamente da lui e per godere della sua santa presenza. Gli insegnamenti del Maestro Sivananda sono riassunti in queste 6 parole:
“Servire, Amare, Dare, Purificare, Meditare, Realizzare”.

Swami Sivananda Saraswati
Swami Sivananda Sarasvati nacque nel 1887 in una grande e nobile famiglia del Sud dell’India; laureatosi in medicina, si dedicò alla professione in Malesia con grande successo. Nel 1924, attratto dal richiamo della ricerca spirituale, approdò a Rishikesh, alle pendici dell’Himalaya, dove nel 1932 fondò lo Sivananda Ashram e nel 1936 la Divine Life Society.
Scomparso nel 1963, ha lasciato più di 300 libri sullo Yoga, traducendo oltre alla Bhagavad Gita anche i Brahmasutra, il Bhagavatam, molte Upanishad e scrivendo moltissimi altri volumi su tutti gli aspetti pratici dello Yoga, del Vedanta e della Sadhana spirituale.
Swami Sivananda, uno dei più grandi maestri di Yoga del ventesimo secolo, è la figura che ha ispirato i Centri Sivananda Yoga Vedanta.
Nato nel 1887 a Pattamadai, Tamil Nadu, India del sud, Swami Sivananda, il cui nome allora era Kuppuswami, era un ragazzo brillante sia negli studi che nella ginnastica e mostrava già un’inclinazione naturale per le pratiche spirituali e religiose. I suoi genitori erano molto devoti al Signore Siva e Kuppuswami era ben lieto di unirsi a loro due volte al giorno per le funzioni (Puja) e per i Kirtan (canto dei Mantra).
Il suo spirito naturalmente disinteressato lo portò alla carriera di medico. Il suo stupefacente desiderio di imparare e la sua capacità di assimilare le materie di studio gli valsero il rispetto dei suoi professori che lo invitarono ad assistere ad interventi chirurgici già dal primo anno di studi universitari.
Il giovane Dr. Kuppuswami avvertì un’urgente necessità di recarsi in Malaysia, dove sentiva che c’era un gran bisogno di aiuto. In breve tempo gli fu conferito l’incarico di dirigere un ospedale. In questi anni il Dr. Kuppuswami si fece conoscere per essere sia un eccellente medico che un uomo di grande umanità. Spesso abbassava le sue tariffe per i pazienti più poveri e in varie occasioni fornì gratuitamente le medicine ai suoi pazienti più bisognosi.
Un giorno il Dr. Kuppuswami ebbe l’opportunità di curare un Sannyasin itinerante (monaco o persona che ha rinunciato ai beni terreni) che diede al dottore i primi rudimenti sullo Yoga e sul Vedanta. Da quel giorno in poi la sua vita cambiò e gradualmente il Dr. Kuppuswami divenne più introspettivo, non riusciva più a smettere di ragionare sulle grandi questioni della vita. Cominciava a sentire il bisogno di aiutare la gente ad un livello più profondo, non più limitandosi a curare il loro corpo fisico, ma aiutandoli a trovare una cura per tutte le sofferenze.
Il grande Sannyasin Swami Sivananda
Pieno di immenso desiderio di crescita spirituale e di illuminazione, Kuppuswami andò nell’India del nord alla ricerca del suo Guru. Dopo aver passato del tempo a Varanasi si spostò ancora più a nord, nell’Himalaya. Lì, nella città sacra di Rishikesh (che vuol dire “la sede dei saggi”), Kuppuswami trovò il suo Guru, che gli diede il Sannyas (il voto di rinuncia di un monaco). Dopo aver preso questi voti Swami Sivananda Saraswati, come sarebbe stato conosciuto da allora in poi, iniziò una Sadhana (pratica sprituale) molto intensa e Tapas (austerità) che proseguirono per circa dieci anni. Alla fine di quel periodo molti altri Sadhu si sentirono attratti da Swami Sivananda per la sua istruzione e per la sua ispirazione spirituale.
Swami Sivananda, il maestro del mondo
Da allora Swami Sivananda divenne uno dei più prolifici insegnanti di Yoga mai esistiti.
Sebbene abbia lasciato raramente la cittadina di Rishikesh (due soli tour dell’India e nessuna visita all’estero), l’insegnamento di Swami Sivananda si è diffuso rapidamente nell’intero pianeta. Scrisse personalmente – a mano, non c’erano i computer a quei tempi:-) – più di 200 libri su argomenti legati allo Yoga e alla filosofia. Scrisse in uno stile molto diretto, carico di energia dinamica e spirituale. In conseguenza di ciò, molti di coloro che avevano letto i suoi libri sentirono la loro vita profondamente toccata e trasformata, e cominciarono ad arrivare da tutta l’India, da tutto il mondo, per imparare direttamente da lui e per godere della sua santa presenza. Gli insegnamenti del Maestro Sivananda sono riassunti in queste 6 parole:
“Servire, Amare, Dare, Purificare, Meditare, Realizzare”.